IL GIOCO D’AZZARDO NELLA STORIA: L’ANTICA ROMA

29 Aprile 2019 Pubblicato da Lascia il tuo commento

Un altro giro nella storia, prima dei casinò online e quelli terrestri. Sappiamo tutti per certo che l’umanità è stata appassionata del gioco d’azzardo sin dalle prime fasi della civiltà umana. Come mai? Qualunque sia il motivo, dalla Grecia antica fino ai giorni nostri, il gioco d’azzardo era un’attività popolare per il tempo libero ed è oggigiorno diffusa in numerosi casinò online, in tutto il mondo. E oggi vi conduciamo in un viaggio nel tempo nell’ antica Roma, scoprendo un po ‘di più sulle abitudini di gioco romane!

Il gioco d’azzardo come attività locale

I romani, ai tempi dlel’Impero, erano giocatori d’azzardo appassionati con abitudine alle scommesse, che alla fine divennero poi parte della routine quotidiana. Così come la Grecia, anche vicino al Colosseo tutte le classi erano ‘rapite’ dal gioco d’azzardo. Artigiani, senatori, schiavi e generali, in tantissimi e di tutte le classi sociali hanno tentato la fortuna nel gioco. Le donne, invece, furono escluse da qualsiasi attività di gioco d’azzardo con uomini. Ci fu occasione, durante il festival di Bona Dea, in cui alle donne fu permesso di giocare dato l’ evento che veniva organizzato appositamente per loro.

I giochi più popolari

Dobbiamo considerare che il divertimento all’epoca era molto diverso da quello che abbiamo noi in mente oggi. Esistevano due tipi di giochi: con solo dadi oppure quelli che includevano una scacchiera, con pezzi che venivano mossi da lanci di dadi. Quest’ultime schede di solito avevano 36 quadrati con vari simboli su di essi, come quadrati, foglie, lettere e croci. Si lanciavano tre dadi e il tiro più fortunato era l’uscita di tre volte del numero sei.

Ugualmente, uno dei giochi più popolari era una delle prime versioni del backgammon, noto anche come “il gioco delle dodici linee” o “il gioco dei dodici segni”. Oppure un altro famoso gioco di quel tempo era chiamato il gioco dei briganti. Aveva pezzi di vetro in diversi colori, il vincitore era il giocatore che ha catturato il maggior numero di pezzi, dopo di che è stato nominato il “re”.

Leggi e regolamenti del gioco d’azzardo nell’ antica Roma

Ad esclusione di certe feste e occasioni speciali, il gioco d’azzardo era generalmente vietato a Roma, sia durante i periodi repubblicano che in quello imperiale. Dal momento che era impossibile vietare completamente le attività di gioco d’azzardo, le scommesse divennero poi legali durante una festa popolare. La Saturnalia, organizzata in onore del Dio Saturno. Era un evento che aveva una duplice importanza. Il primo è che a tutti era concesso di giocare d’azzardo, ed era l’unica opportunità di vedere schiavi e i loro padroni di giocare allo stesso tavolo. 

Prima che il gioco d’azzardo fosse proibito, i cittadini potevano giocare nelle loro case o nelle case pubbliche che venivano aperte per occasioni come taverne, bordelli, case private e fortezze di frontiera. Non sorprende che queste leggi non abbiano mai impedito alle persone di giocare. La passione per il gioco d’azzardo era così forte che ispirava scrittori di satira a criticare la debolezza degli imperatori per i giochi di fortuna e scommesse.

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