Operazioni di polizia nel gioco d’azzardo: la Corea del Sud. Non mancano i casi di gioco in circostanze poco chiare. Anzi, diciamola tutta, non sono pochi i casi in cui il confine dell’illegalità sia stato oltrepassato. In tutto il mondo, senza distinzioni di continenti oppure aree. Ve ne elencheremo alcuni casi clamorosi di vere e proprie bische clandestine che hanno infranto le regole degli stati.

Il caso della Corea del Sud

Tra le più importanti operazioni di polizia nel gioco d’azzardo, partiamo ad analizzare quella occorsa in Corea del Sud. Le leggi sul gioco d’azzardo risultano molto restrittive e, di base, sono proibite tutte le attività di gioco d’azzardo: dai casinò alle scommesse sportive e lotterie, e chiunque venga pizzicato dovrà vedersela con la rigida legge sudcoreana. Vi è tuttavia una norma bizzarra: è possibile effettuare legalmente attività di gioco d’azzardo nel distretto minerario abbandonato di Gangwon. Un’area remota e tranquilla, che si trova a circa 240 chilometri da Seoul e, dato che si tratta di un’area montuosa, occorre fare un discreto viaggetto per una partita a blackjack.

Si può giocare a Gangwon, anche se…

In tutte le più grandi città della Corea del Sud ci sono casinò destinati solo ai turisti. Ma le forze dell’ordine sudcoreane, dopo aver lavorato sotto copertura per diverso tempo, hanno scoperto una bisca clandestina in a Seul nel maggio del 2016. Un giro di scommesse tra i più grandi mai scoperti nella penisola sudcoreana, con le indagini che sono iniziate cinque anni prima grazie ad agenti sotto copertura sono riusciti a infiltrarsi nella cerchia più ristretto degli organizzatori della bisca. Per evitare che la Polizia della Corea del Sud s’insospettisse su queste attività illegali di gioco d’azzardo, le bische operavano mediante degli apparenti uffici commerciali con tanto di receptionist e dipendenti per rendere più credibile il tutto. Per mantenere ben nascoste le bische, i malviventi dovevano spostare le sedi ogni pochi mesi per impedire alla polizia della Corea del Sud di individuarne le tracce. L’obiettivo non erano i grandi scommettitori: la clientela tendeva a scommettere somme ridotte ogni volta. Pertanto, per mettere insieme un profitto intorno ai 5 milioni di dollari l’anno, come si può immaginare la quantità di giocatori che frequentava ogni giorno queste bische era astronomica. La banda curava i propri clienti a tal punto che se un giocatore rimaneva senza soldi, la banda gli pagava il viaggio in taxi fino a casa.

I numeri

I profitti erano costanti e incredibili. Si ritiene che il giro di scommesse scovato nel 2016 coprisse il 70% delle scommesse illegali di Seul toccando fino ai 12 miliardi di dollari al giorno. Si è stimato che dal 2011, la banda abbia ottenuto profitti per 25 milioni di dollari. La polizia ha identificato i due principali capi delle bische clandestine: il primo era Yoon, un uomo di 39 anni che era il capo dell’organizzazione, al suo fianco la sua assistente Ahn che si occupava delle finanze della banda. Sono state arrestate in totale sette persone e altre 70 persone coinvolte sono state accusate di violazione della legge.

 

 

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